Isole che Parlano

Festival internazionale / XXV edizione

5 – 12 settembre 2021

Palau / Arzachena / La Maddalena / Luogosanto

GLASS studio cura l’ufficio stampa regionale e nazionale del Festival.

 

Ironia, divertimento, poesia: così lunedì 13 sulla spiaggia di Palau Vecchio con lo spettacolo di teatro-circo musicale di Sasha Agranov e Pablo Domichovsky, ispirato alle rispettive vite degli interpreti, in cui lanci di coltelli e musiche dal vivo si sono alternati a momenti acrobatici, sempre al servizio di una narrazione intelligente, ironica e dissacrante, si è conclusa la XXV edizione del Festival Internazionale Isole che Parlano diretto da Paolo Angeli e Nanni Angeli.

 

Un’edizione ricchissima di appuntamenti che è tornata quest’anno a ospitare come di consueto artisti e concerti tra i più interessanti della scena sperimentale internazionale, e che si è conclusa quest’anno eccezionalmente di lunedì per consentire il recupero di due appuntamenti – il Saluto al mare, appunto, a Palau Vecchio, e il concerto Risacca con l’inedito duo Sturba/Palazzi a Cala Martinella – slittati causa maltempo. Valeria Sturba e Caterina Palazzi, insieme per la prima volta, hanno dato vita a una costruzione musicale basata sulla loop station, utilizzata con la continua variazione timbrica delle frasi spesso distorte dalla violinista, sviluppate sui bordoni e gli interventi rumoristici della contrabbassista, con una seconda parte della performance che si è distinta per gli sviluppi melodici minimali venati da colori mediorientali. Un duo che, proposto in prima assoluta, avrà sicuramente un futuro.

 

Da giovedì 9 ha preso, poi, il via anche la sezione musica con un lungo fine settimana di incontri, spettacoli e concerti che hanno toccato alcuni dei luoghi più suggestivi del patrimonio storico e paesaggistico di questa parte di Gallura, tra cui il  paesaggio lunare di Punta Tegge,  che ha ospitato giovedì 9 una delle novità di questa edizione, il concerto al tramonto con Gavino Murgia, che si è confermato soprattutto per l’utilizzo non convenzionale della voce basata sul basso gutturale. Sempre lo stesso giorno altra novità dell’edizione è stata la passeggiata – con visita alla batteria Militare di Talmone – realizzata in collaborazione con il FAI, al termine della quale, tra i graniti di Punta Don Diego, il pubblico ha potuto ammirare il delicatissimo set in acustico del sassofonista catalano Marcelli Bayer.

 

Venerdì 10, dopo il recupero del concerto di Ilienses con il Tenore Murales di Orgosolo, ispirato tanto alla musica gotica post rock quanto alle tradizioni rituali della Barbagia, il maltempo non ha impedito di assistere a un doppio set mozzafiato del gruppo Sudoku Killer. La band, capitanata dalla contrabbassista Caterina Palazzi, ha espresso una sintesi matura in cui, utilizzando come canovaccio delle composizioni un’ironica celebrazione dei personaggi cattivi di Disney, è approdata a un post jazz venato da atmosfere cupe e hard core, basate sul dialogo, con una dinamica di rara bellezza, tra silenzio, liricità e rumore.

 

L’intensa giornata di sabato 11 si è aperta, invece, con uno dei concerti più sorprendenti di questa edizione: il solo di Davide Ambrogio. Il polistrumentista calabrese – protagonista di un interessantissimo incontro-lezione e vera e propria rivelazione del Festival – ha presentato l’album Evocazioni e Invocazioni, caratterizzando una performance di forte intensità emotiva, tanto radicata nel passato, quanto proiettata nella contemporaneità.

 

E sempre legato alla tradizione, ma questa volta sarda, è stato l’appuntamento pomeridiano Di Granito #16 con il canto scuro e vellutato ‘a tenore’ del Cuncordu Bolothanesu e quello maggiormente strutturato e legato ai canti liturgici del Cuncordu di Orosei.

 

Ai piedi del Faro si sono svolte quest’anno tre esibizioni visionarie. Sabato 11 in apertura il quartetto Ooopopoooio – diretto dai polistrumentisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba – ha trasportato il pubblico tra le sponde di una musica fortemente caratterizzata dall’uso dei Theremin, e dalla vocalità dei due leader,  il tutto al servizio di una creatività impregnata di un surrealismo coinvolgente, senza mai perdere di vista, anche nei momenti di maggiore densità, la ricerca timbrica. A seguire la band Seward, con un concerto che ha mostrato lo stato di grazia della band di Barcellona, esempio unico di destrutturazione musicale riconducibile alla forma canzone, mai espressa con una modalità convenzionale: un concerto che si è mosso nei territori dell’incontro tra Venezuela, Argentina e Spagna (paesi di provenienza dei musicisti) con pulsazioni riconducibili stavolta al folk sud americano, un’esibizione difficile da catalogare che evoca la delicatezza delle ballad di Tom Waits, i riff e la vocalità di Jeff Buckley, ma che sfocia in lunghe suite in cui l’improvvisazione libera si tinge di consapevolezza politica, per l’utilizzo di voci campionate.

Domenica sera, invece, il trio sloveno Sirom – polistrumentisti e artigiani (costruiscono loro gran parte degli strumenti utilizzati) – ha confermato l’altissimo livello delle performance di questa edizione, proponendo un minimalismo acustico e una sorta di ipnotico folk ‘no man’s land’ quasi assente di riferimenti geografici: un viaggio nella cartina immaginifica di un nuovo mondo ancora da esplorare e da scoprire, una musica che mostra come l’assenza voluta del virtuosismo individuale, possa generare un amalgama timbrico non riconducibile ad altre band, aspetto che conferma il trio come una delle realtà più interessanti attualmente in attività in Europa.

 

Domenica 12 un’altra novità di questa edizione, il concerto ospitato alla “La Contralta” a Palau in località le Saline, dove i Freak Motel, band sarda che ha proposto una musica basata sul groove, con aperture ora funky ora Drum & Bass, a sostegno di melodie filtrate con consapevolezza da elettronica analogica.

 

E, infine, il concerto di Cala Corsara, uno dei più attesi di questa edizione, ha confermato le aspettative: il violoncellista Redi Hasa, in duo con il fisarmonicista salentino Rocco Nigro, ha presentato il suo album solista The stolen Cello, dove la musica tradizionale albanese è alla base di una scrittura ritmicamente densissima, che trova squarci di lirismo commovente. Il concerto, estensione musicale dell’autobiografia di Hasa, ha rappresentato un dialogo tra le sponde dell’adriatico, con un’esibizione stellare che ha trasportato i quattrocento spettatori presenti in un  viaggio immaginario tra le catene montuose di llogara, ritmi balcanici e, complice la sensibilità melodica di Nigro, struggenti reminiscenze del tango di Piazzola. Un concerto che ha visibilmente emozionato, visto il contesto naturalistico di Spargi, gli stessi interpreti.

 

La sezione fotografia, terzo fondamentale ingrediente di Isole che Parlano ospita quest’anno l’importante monografica dedicata a Francesco Cito, presente a Palau per l’inaugurazione della mostra e per un partecipato incontro con il pubblico in cui ha ripercorso alcuni dei momenti salienti della sua carriera, che si sono svolti entrambi la sera di giovedì 9.

 

Wide Gaze (Un ampio sguardo) raccoglie e presenta un corpo di circa ottanta immagini dal 1978 al 2009 prevalentemente in bianco e nero ma con un’appendice a colori, tratte da alcuni tra i reportage più importanti della sua carriera e tre focus monotematici dedicati alle serie Coma, Palio di Siena e Sardegna: un’occasione imperdibile per scoprire il lavoro di uno dei più importanti e apprezzati reporter italiani a livello internazionale.

 

L’esposizione, ospitata presso il Centro di Documentazione del territorio di Palau (SS), resterà aperta al pubblico fino al 9 ottobre 2021 dal martedì alla domenica con orario 10:00-12:00 e 17:00-20:00 (ingresso gratuito). Inoltre, dal 14 settembre al 9 ottobre prenderanno il via le visite guidate gratuite per le scuole del titolo “Il suono dell’immagine”.

 

Una XXV edizione che ha avuto inizio domenica 5 con il concerto di anteprima alla Tomba dei Giganti Coddu Vecchju di Arzachena – dove Shakti duo (Eloisa Manera e Daniela Savoldi) ha fatto dialogare le atmosfere magiche del sito archeologico con un linguaggio ibrido tutto al femminile – per poi entrare subito nel vivo con la sezione dedicata a bambini e ragazzi curata da Alessandra Angeli che a Palau da lunedì 6 a mercoledì 8 ha coinvolto oltre cinquanta fra bambini e ragazzi con quattro differenti laboratori dai 3 ai 17 anni – un vero e proprio successo in termini di coinvolgimento di differenti fasce di età – un “assaggio” di laboratorio dedicato ai piccolissimi in cui bambini e genitori hanno giocato insieme, un elemento questo che caratterizza molto il Festival, e due spettacoli che hanno portato a Palau il giovane artista Davide Serra aka Effetto Serra – che Isole che Parlano è stato particolarmente felice di ospitare –  e il pluripremiato Gek Tessaro con il suo teatro disegnato, un incanto per grandi e piccoli.

 

Il Festival Internazionale Isole che Parlano vi dà appuntamento per la XXVI edizione dal 5 all’11 settembre 2022!

Info
www.isolecheparlano.it

 

*foto © Francesco Conversano